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Archive for ottobre 2010

Mia mamma

Mia mamma era una persona che quando era giovane sembrava come le attrici belle del cinema che c’erano nei film francesi, solo che lei era italiana. Per la precisione di Biella. Quando si è innamorata di suo marito, lui se l’è sposata subito senza perdere tempo. Dopo due giorni che io sono nato ed ero piccolo, lui sempre senza perdere tempo è morto. Il giorno dopo l’infermiera ha detto a mia mamma che ero proprio un bel bambino.

Mia mamma da quando è morto suo marito ha cominciato ad invecchiare e nelle foto sembrava sempre più bella di come era adesso. Nelle foto mia mamma abitava in un mondo in bianco e nero perfetto e immobile quando era abbracciata a mio padre. Mentre dietro di loro si muovevano sulle strade ferme le macchine, sul fondo della foto c’era una macchia bianca enorme che cancellava i piedi di tutti e due. (altro…)

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Ho scritto almeno
venti poesie che
parlano dell’amore,
il nostro amore,
ma quella che
mi è uscita meglio
riguarda i tuoi
capezzoli; non so
come prenderai la cosa.

Spero comunque bene perchè
la poesia è proprio bella,
fa più o meno così:

Vorrei che il nostro amore
fosse come i tuoi capezzoli,
una cosa di cui spesso
ti dimentichi, ma che quando
ti ricordi sei felice di
possederne alcuni.

Vorrei che il nostro amore
fosse come i tuoi capezzoli,
che si adattano con facilità
ad ogni situazione, che quando
li bacio o quando li mordo o
quando li accarezzo o quando
li stringo forte, loro cambiano
forma, così, il nostro amore.

La poesia è abbastanza profonda,
spero che tu te ne accorga.

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Le cose in te nascoste

Scorre
oleoso
sulla mia mano
per tutto l’avambraccio

liquido
lubrificante
profumato alla
fragola, euro sei e cinquanta.

Rimane
piantato
nel tuo orifizio anale
un divaricatore nero

piumato,
atto
a predisporre l’ano
ad accogliere il mio braccio.

Due
tre
e poi quattro dita
il tutto gradualmente;

polso
gomito
affondano con precisione
nel tuo intestino crasso.

Attenzione,
pazienza,
forza di volontà per
supportare l’indagine

profonda,
radicale
nel cercare con veemenza
le emozioni, i sentimenti
che nascondi dentro
perchè voglio cercare
le cose in te nascoste.

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Mia nonna una volta mi ha raccontato la storia di un bambino a cui si è tagliata la testa. Questo bambino era in macchina con la sua mamma ed era estate e faceva caldo, dato che il bambino era siciliano. Questo bambino siciliano per prendere un po’ di fresco, ha quindi tirato fuori la testa dal finestrino ed era felice perchè c’era un vento forte che gli entrava tutto dentro rinfrescandolo. Poi un camion grosso è passato e gli ha tagliato via la testa al bambino.

Un altro metodo che hanno i bambini per non avere più la testa è quello di bere così veloce la granita che la testa ti si esplode. Sempre in Sicilia, una volta è successo. (altro…)

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Il cuore rivelatore

Il cuore rivela
in casse di legno
la sua identità
con battiti secchi
sui chiodi e sui nodi,
con morsi di verità.

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Nella mia classe alle medie tutti ascoltavano Gigi D’Agostino e venivano con il suo CD per ascoltarlo insieme in classe all’intervallo mentre io in cortile mangiavo la Delice. Nella mia classe le femmine avevano i peli sotto le ascelle e poi l’anno dopo sono scomparsi. Nella mia classe il lunedì alla terza ora avevamo Ed. Fisica e i maschi nello spogliatoio mentre si cambiavano parlavano di cosa avevano visto il sabato. Nella mia classe il sabato tutti i maschi guardavano Penthouse.

Il sabato a mezzanotte dopo Maurizio Mosca o Superzap (dove facevano vedere il Carnevale di Rio i boscaioli e le sfilate di intimo) su Antenna 3 c’era Penthouse. Partiva con uno sfondo nero con riflessi tipo tessuto dove dopo un po’ compariva la chiave e poi il nome. Facevano vedere in media 4 ragazze per sera e il lunedì ce lo raccontavamo tutto. Mi ricordo che la prima volta non sapevo cos’era, ma sapevo che era una cosa che non potevo vedere con i miei. (altro…)

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